domenica 19 novembre 2017

Al “Refettorio” ora brilla una Stella Michelin

Il ristorante del Monastero Santa Rosa premiato dalla celebre “guida rossa”
Prestigioso riconoscimento per la cucina mediterranea di Christoph Bob

17 novembre 2017 - Il Refettorio del Monastero Santa Rosa da ieri si fregia dell’ambitissima stella Michelin. Un riconoscimento prestigioso, inatteso ed entusiasmante per il ristorante di Conca dei Marini. Un premio che lo chef Christoph Bob, principale artefice di questo brillante risultato, condivide con tutta la sua brigata, la direzione e il personale dell’hotel e con la proprietà. La bella notizia rimbalzata da Parma ha colto tutti di sorpresa nello splendido resort della Costiera Amalfitana, seppur negli ultimi tempi erano stati numerosi gli attestati di stima e i commenti positivi per una crescita in cucina che nei cinque anni di attività del locale è stata costante.

La cucina del “Refettorio” ha un'anima tutta mediterranea, interpretata con impeccabile stile dallo chef Christoph Bob, ex braccio destro del grande Heinz Beck, chef tristellato e altro grande “mediterraneista”. Nel ristorante del Monastero Santa Rosa, Bob è affiancato dalla validissima spalla Pasquale Paolillo, chef campano che sa interpretare con maestria i sapori e i valori di questa terra stretta fra monti e mare, e da una brigata di livello internazionale.

Quella del Refettorio è una cucina creativa, innovativa, fantasiosa, frutto di una minuziosa ricerca sui prodotti, fortemente ancorata ai valori del territorio riletti in chiave contemporanea. Christoph Bob, tedesco del Nord ma da tanti anni in Italia con esperienze di valore assoluto, utilizza e valorizza prodotti tipici di cui sono ricchissimi la Costiera e il suo entroterra, prelibati pesci e crostacei del mar Tirreno, verdure ed erbe coltivate all’insegna del biologico nell'orto terrazzato del Monastero, baciato dal sole. E quindi ortaggi freschissimi, erbe profumate, pasta di Gragnano, il pescato del giorno, alici di Cetara, formaggi artigianali, carni del Monti Lattari. I suoi piatti evidenziano una creatività ben sorretta da fondamentali tecnici di valore, estrosa, variegata, talvolta sorprendente. L’amore per il Mediterraneo e per i suoi sapori emerge in ogni piatto, diventando una cifra stilistica chiara e distintiva. Nel menu, che si ispira alle stagioni, spiccano piatti come le tre variazioni di crostacei, l’astice su purea di ceci, l’insalatina di fave all’olio d’oliva affumicato, i ravioli di gamberoni, i fusilli con calamari, pomodori del Piennolo e melanzane al profumo di basilico, la triglia in crosta di pane, l’alice panata farcita con la scamorza, i frutti di mare gratinati alle erbe. Una cucina in costante evoluzione, capace spesso anche di improvvisare piatti nuovi, sempre “dialogando” in modo intelligente e appassionato con il territorio.

Ad accompagnare i piatti del ristorante c’è una ricchissima e preziosa Carta dei vini, che include le più pregiate etichette italiane e internazionali, ma dà anche spazio a vini di piccoli produttori di talento ed espressione di territori meno noti: particolarmente interessante e nutrita la selezione di prodotti di aziende emergenti della Costiera Amalfitana, che il Santa Rosa contribuisce a far conoscere.

Sous-chef di Heinz Beck al ristorante La Pergola del Cavalieri Hilton di Roma, Christoph Bob, nativo di Braunschweig in Bassa Sassonia, ha maturato significative esperienze in ristoranti italiani e stranieri di alto livello, portando in dote al Santa Rosa una grandissima competenza di alta cucina. Nel ristorante del Monastero Santa Rosa propone anche delle stimolanti “Culinary Experience” con gli ospiti del resort, che iniziano nell’orto del Monastero e si concludono in cucina nella preparazione dei piatti.

Sposato con una donna della Costeria Amalfitana, Bob afferma: “Sono innamorato di mia moglie e in egual misura di questa terra, dei suoi sapori e dei suoi prodotti. In nessun altro luogo al mondo il sole e il suolo regalano una simile intensità di gusto e profumi: dagli ortaggi, alla frutta, alle erbe aromatiche, così come questo mare offre pesce pregiato. Nella mia cucina utilizzo solo prodotti naturali, non modificati, e al Monastero Santa Rosa ho a disposizione uno straordinario orto biologico con verdure fresche ed erbe aromatiche dai profumi intensi. Qui è come vivere in un sogno”.

InformazioniMonastero Santa Rosa
Via Roma 2 – 84010 Conca dei Marini (SA) Costiera Amalfitana

Su un’alta scogliera a picco sul mare da cui si gode un’incomparabile vista sulla Costiera Amalfitana, questo Luxury Hotel di fama internazionale è stato ricavato dalla ristrutturazione del Convento seicentesco delle Monache Domenicane a cui si deve l’invenzione delle famose “sfogliatelle di Santa Rosa”. Ne è proprietaria Bianca Sharma, famosa imprenditrice americana e raffinata collezionista d’arte, che in oltre 10 anni di restauri lo ha trasformato in uno dei Resort più affascinanti ed esclusivi al mondo. 20 fra camere e suite, tutte con vista mare, un ristorante gourmet firmato dallo Chef Christoph Bob, giardini terrazzati, un orto biologico e una suggestiva piscina a sfioro sul mare, con vista unica sulla Baia di Salerno.

venerdì 17 novembre 2017

TRADIZIONE ma INNOVAZIONE Zanetti crea una nuova linea di prodotti Grana Padano DOP firmata da Davide Oldani.






La selezione del miglior formaggio Zanetti per offrire l’esperienza di un piatto da grande chef anche ai palati più esigenti. Questo è il Grana Padano Dop “FOO’D” prodotto da Zanetti e firmato dallo chef stellato.


Il pack nuovo e innovativo lascia già presagire l’unicità e l’eccellenza del prodotto al suo interno. Il marchio FOO’D e la firma di Davide Oldani insieme al prestigioso “bollino” dorato Zanetti, uniscono la tradizione ultracentenaria del caseificio di Marmirolo (MN443) all’innovazione rappresentata dalla creatività dello chef Oldani per offrire un prodotto top di gamma, bello “da portare in tavola” e perfettamente riconoscibile tra tutti quelli presenti sul mercato.

Compongono la linea, 3 prodotti:
GRANA PADANO DOP 24MESI (500G)
GRANA PADANO DOP (250g)
GRANA PADANO DOP GRATTUGIATO (100g)







GRANA PADANO DOP 24mesi – prezzo 10,00 €/pzo
Selezionato tra le migliori forme del Casello MN443 da sempre appartenente alla FAMIGLIA Zanetti. Una stagionatura unica, il 24 MESI! 500 grammi un taglio ideale per l’utilizzo in cucina.
Una veste innovativa: la carta bianca che avvolge il formaggio sottovuoto ne sottolinea l’unicità ed il prestigio.


GRANA PADANO DOP 250g – prezzo 4,25 €/pzo
250 grammi in atmosfera protettiva.
La vaschetta facilita la conservazione della porzione di formaggio dopo l’utilizzo. Un pack-outfit che rende il prodotto riconoscibile e ne preannuncia la qualità top di gamma.


GRANA PADANO DOP grattugiato 100g – prezzo 1,90 €/pezzo
Busta con zip salva-freschezza, pensato per la famiglia che desidera avere sulla propria tavola un formaggio sempre fresco di grattugia.
Gusto e genuinità tutti i giorni! Il pack mattato offre inoltre un’esperienza tattile unica che lo rende riconoscibile tra i tanti presenti sul mercato.



ZANETTI (SPA)
UN SECOLO DI ESPERIENZA, TRADIZIONE E PASSIONE PER I FORMAGGI ITALIANI

Nel marchio Zanetti c'è una storia di famiglia che inizia a fine ‘800, più di un secolo di esperienza, tradizione e passione per i formaggi italiani: questa è l'eredità che si tramanda da cinque generazioni Zanetti e arriva ai giorni nostri come emblema di un'eccellenza tutta italiana, dalla leadership nella produzione di formaggi tipici, al primato nell'esportazione di Grana Padano e Parmigiano Reggiano nel mondo.
Oggi Zanetti è numero 1 nell’export di Grana e Parmigiano nel mondo: attraverso gli 8 stabilimenti produttivi dislocati in Lombardia, Emilia e Trentino, l’azienda esporta in 80 Paesi di 5 continenti.

Il “saper fare” i formaggi genuini di una volta su scala industriale è stata la sfida di questi cent'anni: dalle 14 forme di grana al giorno prodotte nel 1946 alle oltre 400 di oggi, con 540 mila forme di Grana Padano all’anno.

Una sfida vinta ogni giorno grazie all'investimento nel territorio, nei fornitori locali di latte 100% italiano, nelle infrastrutture e nelle tecnologie, nel rispetto della tradizione e delle norme di sicurezza, nel controllo di tutte le fasi di produzione: dalla raccolta alla trasformazione del latte, durante il processo di stagionatura fino al confezionamento e alla distribuzione.
Sono questi i capisaldi di un'eccellenza tutta italiana, riconosciuta da milioni di consumatori, che danno un sapore speciale ai prodotti a marchio Zanetti, che comprendono 14 famiglie di formaggi di cui tantissime DOP.

La collaborazione tra Zanetti e Oldani e la sua cucina POP, caratterizzata dal desiderio di amalgamare l’essenziale con il ben fatto, il buono con l’accessibile, l’innovazione con la tradizione, nasce per EXPO 2015. In quest’occasione di portata internazionale lo chef Oldani sceglie il Grana Padano Zanetti per il piatto simbolo di EXPO “Zafferano e riso alla milanese D’O Expo 2015”. L’anno successivo il formaggio Zanetti è presente nel menù curato da Oldani per atleti e ospiti di Casa Italia durante le Olimpiadi di Rio 2016. Grazie al nuovo accordo, d’ora in poi i prodotti Zanetti firmati Oldani sono distribuiti commercialmente e quindi a disposizione del pubblico.

PRIMA EDIZIONE DI GRENACHE, ITALIA: IL GAMAY DEL TRASIMENO PRONTO A STUPIRE

Giovedì 7 dicembre 2017 l’evento del Consorzio Colli del Trasimeno. Protagonista il vitigno Gamay Trasimeno e i Grenache italiani e francesi

Il Consorzio Tutela Vini Colli del Trasimeno si prepara a presentare l’autoctono Gamay del Trasimeno e i vitigni Tai Rosso, Cannonau e Granaccia, tutti appartenenti alla famiglia del Grenache. L’appuntamento è per giovedì 7 dicembre al Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago (Perugia), dove si terrà la prima edizione di Grenache, Italia.
La giornata sarà dedicata al Grenache e alle sue diverse declinazioni, con particolare attenzione al rapporto tra la geomorfologia dell'area del Trasimeno e il Grenache nella variante locale, il Gamay. Il vitigno, da non confondere con quello coltivato in Francia nel Beaujolais, è imparentato alla Garnacha spagnola, o Grenache, in francese. La sua presenza in quest’area si fa risalire al XVII secolo, dopo il matrimonio di Fulvio Alessandro della Corgna con Eleonora de Mendoza. Il progetto che si propone il Consorzio Colli del Trasimeno è quello di riscoprire questo vitigno e farlo diventare un’eccellenza, il portabandiera tra i vini del territorio.
Grenache, Italia prenderà il via alle ore 11 con il convegno, moderato dal giornalista Jacopo Cossater, in cui interverranno Alberto Palliotti, docente di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia, Davide Bambini, Responsabile di zona dei Vivai Cooperativi Rauscedo, Roger Torreilles e Yves Zier, Responsabile e Direttore del Concorso Grenaches du Monde, dal Conseil Interprofessionnel des Vins du Roussillon e Emanuele Bizzi, Presidente del Consorzio Tutela Vini Colli del Trasimeno.
Alle 14.30 si terrà la masterclass dedicata ai Grenache d’Italia, presentati da produttori provenienti da diverse aree della penisola. I vini della degustazione saranno il Tai Rosso dei Colli Berici presentato da Giovanni Ponchia (Direttore del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza), il Cannonau sardo presentato da Mariano Murru (enologo delle Cantine Argiolas), la Granaccia della Liguria presentata da Daniele Montebello (Presidente dell’Enoteca Regionale della Liguria) e il Gamay del Trasimeno presentato dall’enologo e consulente Lorenzo Landi. A concludere, la degustazione di due Grenache francesi introdotti da Roger Torreilles e Yves Zier del Conseil Interprofessionnel des Vins du Roussillon. Alle 18.30 è prevista invece l’apertura al pubblico del banco d’assaggio con i vini del Consorzio, dove si potranno gustare anche salumi e formaggi tipici della zona e la Fagiolina del Trasimeno.

INFO IN BREVE | Grenache, Italia
Data: giovedì 7 dicembre 2017.
Luogo: Palazzo Duca della Corgna (Piazza Antonio Gramsci, 1 - Castiglione del Lago, Perugia).
Orari: dalle 11 alle 20.
Ingresso: Convegno ore 11.00 ad ingresso libero.
Masterclass ore 14.30 su invito.
Banco d’assaggio ore 18.30 ad ingresso libero, tramite prenotazione su Eventbrite.




giovedì 16 novembre 2017

Formaggio e dintorni, il sequel




Si svolgerà venerdì 24 novembre, alle 20.30 nel LAB Terremoto in piazza Municipio 5 a Gemona, il terzo incontro del corso “Dal latte al formaggio” con la partecipazione di Bruno Franzil tecnico agrario esperto in produzioni lattiero-casearie, organizzato dall’Ecomuseo delle Acque in collaborazione con Comune, Pro Glemona e Condotta Slow Food Gianni Cosetti. Dopo la scorpacciata di formaggi alla manifestazione “Gemona, formaggio e dintorni”, l’argomento sarà ancora… il formaggio: verranno approfonditi diversi temi, come la sua classificazione, la stagionatura e l’affinamento, le tecniche di conservazione. Non mancherà una degustazione comparativa.

“Non è questione di scegliere il proprio formaggio ma d’essere scelti. C’è un rapporto reciproco tra formaggio e cliente: ogni formaggio aspetta il suo cliente, si atteggia in modo d’attrarlo, con una sostenutezza o granulosità un po’ altezzosa, o al contrario sciogliendosi in un arrendevole abbandono” (Italo Calvino, “Palomar”).
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LE DEGUSTAZIONI DI BORGHI D’EUROPA A GOLOSARIA 2017



Presso gi spazi del Mico Milano Congressi
Milano, 15 Novembre 2017- La dodicesima edizione di Golosaria 2017, svoltasi presso gli spazi del Mico Milano Congressi dall’11 al 13 novembre c.m. è stata di gran lunga la più ricca di sempre, sia per il numero e la qualità degli espositori, che per i vari eventi speciali in programma (66 tra showcooking, dibattiti, wine tasting, proprio oltre il buono, che è stato il tema di Golosaria) : alla fine in tre giorni di rassegna, ci sono stati circa 20000 visitatori.
I comunicatori della testata web Borghi d’Europa hanno partecipato a due giorni della manifestazione, con l’obiettivo preciso di dare risalto al mondo del vino: va ricordato che sono stati proclamati i nuovi vini top hundred 2017.
Erano presenti circa 100 cantine e/o Consorzi, accuratamente selezionati da Gatti e Massobrio (ideatori di Golosaria) e tra questi espositori Borghi d’Europa ha potuto degustare delle etichette eccellenti, concentrandosi su 6 regioni italiane: l’interesse è ricaduto verso Abruzzo, Marche, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia.
Per l’Abruzzo, sono stati assaggiati i Montepulciano di Casal Thaulero di Ortona (Ch), mentre per le Marche il Verdicchio Classico e la particolare e ottima Lacrima di Morro d’Alba dell’Azienda Agricola Pellegrini di Morro d’Alba (An). Salendo più a Nord Italia, molto intriganti i rossi di Sangiovese e il blend di Cabernet Franc e Merlot della Tenuta di Poggio del Mandorlo di Seggiano (Gr), situata nel cuore dell’Alta Maremma, ai piedi del Monte Amiata e poi, nell’Emilia Romagna, gli ottimi Lambruschi biologici della Tenuta Venturini Baldini di Quattro Casella (Re).
La Lombardia e il Piemonte a Golosaria erano ben rappresentati: Borghi d’Europa per la Lombardia, regione ricca di terroir differenti, ha apprezzato i grandi rossi di uve Nebbiolo Chiavennasca della Casa Vinicola Pietro Nera di Chiuro, Sondrio (Borghi d’Europa è molto attiva nell’informazione del territorio e delle eccellenze vinicole della Valtellina e Valchiavenna), i Franciacorta, così diversi tra loro, ma straordinari in ugual misura dell’Azienda Agricola Massussi di Polaveno, vicino a Iseo (Bs) e della Cantina Quadra di di Cologne (Bs), la profumatissima Lugana dell’Azienda Agricola Cobue di Pozzolengo (Bs) ed infine per l’Oltrepopavese, gli Spumanti Roccapietra Metodo Classico e il potente Buttafuoco della Cantina Scuropasso di Pietra dè Giorgi (Pv).
Per il Piemonte, è stata prestata molta attenzione verso la batteria di Barbera, Ruchè e Freisa presenti al banco d’assaggio del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, poi il grande Barolo di Franco Conterno Cascina Sciulun di Monforte d’Alba (Cn), il raffinato Langhe Sauvignon della Cantina Trediberri di la Morra (Cn), il Barolo Docg e la Barbera dell’Azienda Agricola Filippo Broccardo e F.lli di Monforte d’Alba, il Dolcetto d’Ovada Taja di Cascina Brettarossa di Tagliolo Monferrato (Al) ed infine i grandi Gattinara di Giancarlo Travaglini dell’omonima località nel Vercellese.
Grandi vini, rappresentativi di terroir specifici e da raccontare: va fatto un plauso a Marco Gatti e Paolo Massobrio perché quest’ultima edizione di Golosaria è davvero andata oltre il buono!

EXTRAVERGINE-SOIA, COME UN INTEGRATORE UNIRA’ PUGLIA E GIAPPONE Innovazione & nutraceutica per l’olio artigianale di Martina Franca

Soia, un legume che contribuisce ad abbassare il colesterolo, è benefico per l’intestino e aiuta il sistema nervoso. Olio extravergine di oliva artigianale, una spremuta di olive selezionate dal Mastro oleario e che aiuta ad accrescere il livello del colesterolo buono (HDL), contiene antiossidanti preziosi per il benessere e la prevenzione del cancro.
Dal Giappone alla Puglia, il Consorzio FAPI (Frantoi Artigiani Piccole imprese) punta su conoscenza ed innovazione. Tutto ciò è racchiuso nei campioni di olio appena franto che l’Antica Masseria Caroli sta mandando nel Paese del Sol Levante. Si lavora, dai due lati opposti del mondo, su di un integratore a base appunto di soia e di extravergine di oliva artigianale. E’ una delle novità che uniscono gli uliveti di Martina Franca ai laboratori farmaceutici di Toyama, in uno studio totalmente a carico di privati che mira a produrre un prodotto che unirà i saperi di due culture millenarie: quella nipponica e quella mediterranea.
NASO ELETTRONICO – Da tutta la Puglia, ed anche da Martina Franca, sono in partenza i campioni di olio novello per la realizzazione del cosiddetto naso elettronico. E’ una progettualità dell’università di Kyoto che coinvolge l’università del Molise e l’Università di Bari. A cosa servirà? “E’ destinato alle industrie, per distinguere le diverse cultivar e i blend dell’olio extravergine di oliva”, spiega il prof. Biagio Bianchi, docente ad UNIBA di macchine e impianti per le industrie alimentari.
OLIO INDUSTRIALE – OLIO ARTIGIANALE - Il perno dell’attenzione, però, in queste 48 ore della delegazione giapponese di Kawasaki City in valle d’Itria è stata la filiera corta, che differenzia l’olio industriale (a bassissimo costo e di scarso valore per la salute) da quello artigianale, che può essere addirittura venduto in farmacia se si tratta di produzioni di assoluta eccellenza. Le differenze con l’olio industriale? “Quello artigianale è fatto con cura, dal campo fino alla tavola, dal Mastro Oleario”, spiega con orgoglio Stefano Caroli, che è stato fra i primi in Italia a ottenere tale qualifica varata dopo questa estate a livello nazionale, partendo dalla Puglia. I mastri oleari, che in Italia sono meno di un centinaio, scelgono quale olio produrre e quindi in campo individuano le olive adatte, sia come cultivar che come maturazione. Con la stessa cura, da artigiani, il lavoro prosegue in frantoio fino all’imbottigliamento per arrivare sulle nostre tavole.
NIENTE ERBICIDI – Lo spettacolo della natura autunnale della valle d’Itria è stato esaltato dalla raccolta delle olive, con la partecipazione della delegazione giapponese della Bridges, negli uliveti di contrada Trazzonara. La famiglia Caroli, che insieme ad altri 11 produttori artigiani in Italia fa parte del progetto FAPI di internazionalizzazione, ha completato l’indimenticabile esperienza condividendo con i buyer giapponesi la raccolta delle olive da friggere Termite di Bitetto e delle erbe spontanee commestibili. Gran finale con la loro degustazione unitamente ad olio novello da cultivar ogliarola e brindisi con Locorotondo Doc.


Curry Samuel Mello e Silvia Trappa 25.11.2017 H 18.30 I N G R E S S O L I B E R O







CURRY è il titolo della seconda mostra della Cubo Gallery che sarà inaugurata sabato 25 novembre dalle 18.30 in Via Spezia 90, in occasione del secondo compleanno di Cubo.
Una doppia personale che presenta il lavoro di due interessanti giovani artisti: Samuel Mello, disegnatore e pittore e Silvia Trappa, scultrice. CURRY è un progetto site specific, realizzato appositamente per i nuovi spazi della galleria, un dialogo intimo fra scultura e pittura capace di trasmettere il sapore della vita in due differenti momenti: la giovinezza e l’età adulta indagati attraverso le opere dei due giovani artisti.
La spezia è il simbolo dell’innamoramento, del profumo e del piccante delle prime avventure e diventa poi l’emblema della consapevolezza, un colore caldo che rimane sul corpo, segno tangibile del passare del tempo.

CURRY, l'innamoramento
CURRY, la spezia protagonista, è colpevole di una storia di odori, forti ed eccitanti, com’è l’esperienza della conoscenza, che, malgrado i tempi stretti è piena ed avvolgente e non lascia spazio per null’altro intorno. Samuel Mello (Lecce, 1995) ci narra la storia di due ragazzi che si trovano a vivere insieme per pochi giorni e danno vita ad un corteggiamento impulsivo, ad una condivisione del tempo fugace e piacevole che per la sua velocità e passione ha unchédi istinto animale.   
I protagonisti indossano maschere dai tratti ferini, il tempo nel disegno è scandito dalle gazze ladre che, col passare dei giorni, si fanno via via più presenti, crescono in quantità per rubargli quell’attimo di cui rimane solo il sapore.

Silvia Trappa (Brescia, 1986) CURRY, quel che resta di una storia passata.
Silvia Trappa, ci racconta come prosegue la storia, come il contesto in cui viviamo ogni giorno, le esperienze, le persone e tutto ciò con cui entriamo in contatto segna il nostro essere, ed il tutto è accentuato quando si crea un legame sentimentale.
Ma quando tutto finisce, cosa rimane di una relazione passata?   
Nei disegni e nelle sculture dell’artista, i ricordi e le abitudini prendono la forma    di segni, impronte che restano addosso, per scelta o per caso.        
Due corpi statici, cristallizzati in un tempo che non è più.   
Intrappolati in  una montagna di curry e pigmento giallo, elemento volatile, ma al contempo forte:
spezia che macchia ed ha un odore pungente, che pervade lo spazio e lascia una scia decisa.

BIOGRAFIE:

SAMUEL MELLO - nasce a Maglie (LE) nel 1995. Vive e lavora tra Castrignano dei Greci e Lecce. Formatosi come disegnatore, conosce e apprende tuttora le tecniche pittoriche interessandosi inoltre ad ogni mezzo che possa descrivere e completare il proprio immaginario.
MOSTRE:"CERBERO, in two or three or so many more we are." (mostra personale, Palazzo Coluccia, Specchia, Luglio 2017)
“809 Lundia” per la rassegna “Toppunt” di Giulia Gazza e Francesco Romanelli, a Lecce (Aprile 2016); “809 Lundia” - Moquette Records Night (mostra personale, Milano); “CreArt. Network of cities for artistico creation” (mostra collettiva permanente, raccolta dei primi tre anni del progetto CreArt, ex convento Teatini, Lecce); “L’arte nel mito” (mostra collettiva itinerante, marzo 2014); “Future Shorts Film Fest” (mostra collettiva, Eremo, Molfetta, settembre 2014); “Fuori (dalla) classe” (mostra collettiva, Palazzo Baronale De’ Gualtieris, Castrignano De’ Greci, luglio 2014);
“Le Verità Immaginate”, CreArt (mostra collettiva, Palazzo Vernazza, Lecce, marzo 2014)


SILVIA TRAPPA – nasce a Orzinuovi (BS) nel 1986, dopo la laurea in scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara continua la sua formazione alla Tokyo Zokei University. Attratta dal possibile ruolo sociale dell’arte da alcuni anni cura e organizza laboratori di arteterapia e workshop didattici per l’infanzia.
MOSTRE: 2017 IX Biennale di Soncino, curated by Q3, Rocca Sforzesca, Soncino ; 6MATERIA tête-à-tête solo show Museo Civico di Crema; Affordable Art Fair with GALP Galleria LaPerla, Milano; MMMM curated by L. Filippelli N. Bordonali S. Trappa feat. BWF Cinema Eden Museo Diocesiano Brescia. 2016: 1 2 3 Solo Show AIRY gallery Kofu Yamanashi Japan; Affordable Art Fair with GALP Galleria LaPerla, Milano; Setup Art Fair with Vita Privata HomeGallery, Bologna
2015: Con il naso all’insù, Solo Show curated by Cristina G. Artese Dark Room Gallery, Carpi; Or Not 10 a cura di Arsprima Rotonda della Besana, Milano; VIII Biennale di Soncino, Rocca Sforzesca, Soncino. 2014: Arte da Tamashima Yumikobo Tamashima Okayama Japan; Time lapse Solo Show, Alma Voadora Porto, Portugal; Daily Dreams Solo Show, Atelier Mura Gallery Tokyo Japan

La Galleria
Cubo Gallery raccoglie l’eredità di LoppisOpenLab nata a Parma, in un ex polo industriale e artigianale alle porte della città vecchia, con l’idea di creare uno spazio dedicato all'arte contemporanea in tutte le sue forme espressive. All’interno nel contenitore creativo CUBO, Arte, Modernariato, Architettura, Servizi Professionali, Fotografia, Design, Eventi, Benessere riattivano l'ex magazzino industriale. La Galleria prende vita grazie all'idea e al lavoro di Alessandro Chiodo (Loppis) ed Elena Saccardi (OpenLab) che iniziano a collaborare nel 2013 per formare una realtà catalizzatrice di artisti, collezionisti e persone che amano l’arte contemporanea e ne promuovono la divulgazione come espressione del nostro tempo. Nel 2017, per la riapertura, si aggiunge la collaborazione con Camilla Mineo, direttrice artistica già di Parma 360.L'attività della galleria è in continuo divenire, si muove attraverso la ricerca di giovani artisti italiani ed internazionali, le esposizioni e la partecipazione alle fiere di settore. L'idea è quella di creare una cultura dell'arte contemporanea che racconti il presente, lasciando un segno del suo passaggio con un occhio rivolto al futuro.
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CURRY
Samuel Mello  e  Silvia Trappa
a cura di Elena Saccardi
CUBO Gallery
CUBO, via La Spezia 90, Parma

Inaugurazione:  Sabato 25 NOVEMBRE dalle 18.30
DAL  25 Novembre 2017 al 13 gennaio 2018
Orari:
Mercoledì 16.30-19, Giovedì 10-13, Venerdì 16.30-19Sabato 10-13/15-19
Altre visite su appuntamento: 
Ingresso Libero - Info: cuboparma.com